Nel settore della stampa, l’evoluzione tecnologica ha portato a soluzioni che uniscono precisione, velocità e sostenibilità. Tra queste, la combinazione tra stampa flessografica e sistemi di essiccazione a LED UV rappresenta un punto di svolta, soprattutto per applicazioni come le etichette, gli imballaggi flessibili e la produzione narrow-web. Ma come funziona esattamente questa sinergia, e perché sta ridefinendo gli standard qualitativi e produttivi?
Flessografia e LED UV: un connubio tecnico
La flessografia si distingue per la versatilità nell’adattarsi a materiali diversi: film plastici, carte sensibili, substrati metallizzati. Tuttavia, tradizionalmente, i limiti emergevano nella fase di essiccazione. I sistemi a mercurio o alogeni, oltre a consumi elevati, richiedevano tempi più lunghi e generavano calore, rischiando di deformare supporti sottili. Con i LED UV, invece, l’energia viene direzionata in modo mirato. Lo spettro di luce ultravioletta polimerizza gli inchiostri o le vernici in pochi millisecondi, senza surriscaldare il substrato. Risultato? Una linea di produzione che mantiene dimensioni stabili anche su materiali termosensibili come il PET o il polipropilene.
Vantaggi per la qualità di stampa
Uno dei punti critici nella stampa flessografica è il controllo del dot gain – quel fenomeno per cui i punti del retino si espandono sul supporto, alterando i toni dell’immagine. Gli inchiostri UV, grazie alla rapidità di essiccazione, riducono questo effetto. Il motivo è semplice: l’inchiostro non ha tempo di penetrare nel materiale, mantenendo una definizione più nitida. Inoltre, la tecnologia LED permette di lavorare con viscosità più basse senza compromettere l’opacità, ideale per gradienti delicati o sfumature metallizzate su etichette premium.
Impatto sulla produttività
Nelle configurazioni tradizionali, l’essiccazione richiedeva pause tra una passata e l’altra, specialmente per lavori multicolore o con verniciature aggiuntive. Con i LED UV, invece, la produzione può procedere in linea continua. Un esempio concreto: in una pressa narrow-web per etichette, l’integrazione di lampade a LED tra ogni gruppo di stampa permette di essiccare immediatamente ogni colore, eliminando attese e riducendo i rischi di offsetting. Questo si traduce in velocità di produzione superiori, fino al 40% in più rispetto ai sistemi convenzionali, e minori scarti per registri fuori tolleranza.
Sostenibilità ed efficienza energetica
I LED UV consumano fino al 70% in meno di energia rispetto alle lampade al mercurio. Senza bisogno di pre-riscaldamento, entrano in funzione immediatamente e possono essere spenti durante le pause senza influenzare la durata della lampada. Inoltre, eliminano l’uso di solventi volatili, riducendo le emissioni di COV (composti organici volatili) e semplificando la compliance con normative ambientali sempre più stringenti, come quelle legate alla produzione di imballaggi alimentari.
Confronto con altre tecnologie
La stampa offset, pur garantendo ottima risoluzione, fatica a competere su materiali non assorbenti. La serigrafia, d’altro canto, è troppo lenta per produzioni medio-grandi. La flessografia con LED UV colma questo gap, offrendo alta velocità su materiali eterogenei. Un caso emblematico è quello delle etichette per vini: qui, la necessità di stampare su materiali textured o termoretraibili rende il LED UV la scelta preferita, combinando adesione perfetta e resistenza all’abrasione.
Adattabilità alle tendenze del mercato
Oggi, il settore richiede personalizzazione e corti tiraggi. I LED UV facilitano cambi rapidi tra un lavoro e l’altro, poiché non richiedono regolazioni termiche. In più, abilitano effetti speciali come vernici a rilievo o lucide/secche, applicabili in linea senza passaggi aggiuntivi. Per un’azienda che produce packaging cosmetico, questa flessibilità significa rispondere velocemente alle richieste dei clienti, differenziandosi con finiture che catturano l’attenzione sugli scaffali.
Manutenzione e durata degli componenti
Le lampade LED hanno una vita operativa che supera le 20.000 ore, contro le 1.000-2.000 delle lampade tradizionali. Questo riduce i costi di ricambio e i fermi macchina. Inoltre, l’assenza di ozono e calore eccessivo preserva gli organi meccanici della pressa, allungando l’intervallo tra le revisioni. Un dettaglio non trascurabile per chi gestisce parchi macchine estesi.
Considerazioni finali
Integrare il LED UV nella flessografia non è una semplice sostituzione di componenti, ma un riassetto del processo. Richiede inchiostri specifici, rodaggi per ottimizzare tempi di esposizione e, talvolta, modifiche al disegno degli anilox. Tuttavia, i benefici in termini di qualità, riduzione dei tempi morti e allineamento alle politiche green ne fanno un investimento strategico. Per realtà che puntano a distinguersi in mercati competitivi come quello delle etichette per beverage o dei film per imballaggio, questa tecnologia sta diventando un requisito quasi imprescindibile.




