L’evoluzione UV nella flessografia: come la luce ridefinisce produttività e dettaglio
Nell’universo della stampa flessografica, la costante ricerca di precisione e velocità ha trovato un alleato rivoluzionario: i sistemi di cura UV a LED. Questa tecnologia non è solo un upgrade marginale, ma un salto radicale che trasforma il modo in cui approcciamo lavori complessi, dall’etichettatura beverage ai packaging farmaceutici.
Cosa rende unico il curing UV a LED?
A differenza dei metodi tradizionali basati su solventi o lampade al mercurio, i sistemi UV a LED utilizzano lunghezze d’onda specifiche (365-405 nm) per polimerizzare inchiostri e vernici in millisecondi. Il segreto? Una reazione fotochimica selettiva che:
- Elimina l’evaporazione di solventi, riducendo ritardi da essiccazione
- Mantiene dimensioni punto reticolo stabili anche a 200 m/min
- Permette sovrastampe precise su film termici senza deformazioni
Dai cilindri anilox alle tensioni di substrato: vantaggi a cascata
Nella stampa di etichette per vini, dove i gradienti di colore sono critici, l’UV LED ha ridefinito gli standard:
Scenario pre-UV:
- Frequenti pulizie degli anilox per accumulo residui
- Variazioni di colore dopo 4-5 ore di produzione
Con UV LED: - Intervalli di manutenzione raddoppiati ( 120%)
- Delta E




