Nell’industria delle etichette, la scelta della tecnologia di stampa influenza direttamente l’economia del processo e la percezione del prodotto finito. I sistemi a LED UV stanno rivoluzionando settori come la flessografia, l’offset e la stampa narrow web attraverso un approccio che combina precisione chimica ed efficienza energetica.
La differenza sostanziale rispetto alle lampade tradizionali risiede nello spettro di emissione. I diodi LED operano a 365-405 nm, lunghezze d’onda che attivano selettivamente i fotoiniziatori nelle vernici senza surriscaldare il substrato. Questo controllo termico elimina il tipico effetto di “allungamento” delle pellicole sottili durante la stampa, riducendo gli scarti del 18-23% secondo studi su materiali come il BOPP e il PET.
Nelle linee narrow web, dove si lavora con larghezze inferiori a 500 mm, la stabilità dimensionale diventa critica. L’istantanea polimerizzazione UV blocca il fenomeno del dot gain mantenendo la definizione dei retini al 2-98% senza uso di spray anti-offset. Un vantaggio tangibile per le etichette termiche dove la planarità superficiale influenza la durata della stampa termica.
L’analisi costi-benefici sorprende molti operatori. Sebbene l’investimento iniziale superi del 30% i sistemi convenzionali, il risparmio deriva da tre fattori: minore consumo energetico (fino a 70% in meno), assenza di manutenzione lampade, e riutilizzo del 100% degli inchiostri non polimerizzati. Un caso studio su una produzione di 15 milioni di etichette wine




