Nel mondo della stampa di etichette, la ricerca della definizione perfetta è una sfida costante. La combinazione tra stampa offset e tecnologia UV LED sta rivoluzionando il settore, offrendo risultati che un decennio fa sembravano impossibili. Immagina un’etichetta per vino dove ogni sfumatura dell’acquerello sull’etichetta risplende come un quadro, o un packaging farmaceutico con microtesti così nitidi da essere leggibili sotto una lente d’ingrandimento. Questo livello di precisione non è magia, ma il frutto di un matrimonio tecnologico tra due approcci complementari.
La stampa offset tradizionale porta in dote una fedeltà cromatica senza rivali. I cilindri anodizzati trasferiscono l’inchiostro con una precisione micrometrica, gestendo gradienti complessi e retini fini con una coerenza che le tecnologie digitali faticano a eguagliare. Su materiali delicati come i film sottili o le carte strutturate, mantiene una qualità costante su tirature lunghe. Ma è con l’arrivo degli inchiostri UV LED che questo processo esprime il suo massimo potenziale.
I sistemi di cura UV LED a spettro ristretto operano a lunghezze d’onda tra 365-405 nm, una banda che interagisce in modo selettivo con i fotoiniziatori degli inchiostri. Rispetto alle lampade UV tradizionali, eliminano lo spreco energetico delle frequenze non assorbite. Un impianto da 160W/cm² può curare inchiostri a 100 m/min con un consumo pari al 30% dei sistemi convenzionali. Ma il vero vantaggio sta nel controllo termico: la temperatura superficiale del substrato non supera i 45°C, un fattore cruciale quando si stampa su PET termoretraibile o materiali sensibili al calore.
Nelle linee di produzione ibrida offset/flexo, questa sinergia diventa strategica. L’offset gestisce i fondi pieni e i dettagli fini, mentre le unità flexo aggiungono vernici tattili o effetti decorativi che vengono immediatamente stabilizzati dai LED. Il risultato? Etichette per liquori con rilievi in vernice a freddo che mantengono la loro struttura anche dopo il lavaggio industriale delle bottiglie. O sleeve termiche per cosmetici dove i loghi metallizzati non si scheggiano durante l’applicazione.
L’impatto sulla resa grafica è misurabile. Con una combinazione di retini a 200 lpi e inchiostri UV ad alto contrasto, si raggiungono densità ottiche superiori a 2.8 su substrati bianchi. I gradienti a 4 colori mostrano transizioni così lisce da ingannare l’occhio, simulando effetti di stampa a 6 colori. E quando si parla di colori Pantone, la stabilità di tono tra la prima e la decimilacopia rimane entro ΔE




