Nella produzione di imballaggi sostenibili, la stampa flessografica si è evoluta da semplice tecnica decorativa a pilastro tecnologico. L’avvento della polimerizzazione a LED UV ha ridefinito parametri di efficienza e impatto ambientale, soprattutto nel settore delle etichette e degli imballaggi alimentari.
Dai cilindri in gomma alle lastre digitali
Le moderne attrezzature per flexo utilizzano lastre fotopolimeriche a esposizione digitale, con risoluzioni che superano i 4.000 dpi. Questo permette di riprodurre gradienti complessi e microtesti – fondamentale per codici QR o informazioni normative sugli imballaggi. La stabilità dimensionale delle lastre in polimeri acrilici garantisce una tolleranza di registro inferiore a ±0,05 mm anche in tirature lunghe.
La rivoluzione dell’inchiostro UV-LED
A differenza dei sistemi tradizionali a mercurio, i LED UV operano a lunghezze d’onda comprese tra 365-395 nm. Questo spettro ristretto ottimizza l’assorbimento energetico nei fotoiniziatori specifici (come le bis-acilfosfine), riducendo del 70% il consumo energetico rispetto all’essiccamento convenzionale. Gli inchiostri formulati per LED contengono monomeri a bassa viscosità (es. difunzionali e trifunzionali) che polimerizzano completamente in 0,3-0,5 secondi a intensità di 3-5 W/cm².
Vantaggi per la produzione di etichette
Nelle applicazioni narrow-web, l’uso combinato di anilox a celle laser (volume 4-6 cm³/m²) e inchiostri UV-LED elimina il problema del dot gain in stampa. Risultato? Definizione ottimale anche su materiali difficili come PE non trattato o BOPP metallizzato. I test di resistenza mostrano valori di 4/5 nella scala ISO 15700 dopo 500 cicli di abrasione.
Sostenibilità misurabile
Un impianto LED UV medio (40 cm di larghezza utile) riduce le emissioni di CO₂ di 12 tonnellate annue rispetto a un sistema convenzionale. Il motivo? Nessuna emissione di ozono, zero consumo di starter al mercurio e tempi di avviamento ridotti del 90%. Le aziende che hanno adottato questa tecnologia registrano un -35% di scarti di produzione grazie al controllo termico costante (±1°C).
Compatibilità con i substrati ecologici
La polimerizzazione a freddo dei LED (40-60°C vs. 150°C dei forni tradizionali) apre possibilità su materiali termosensibili:
- Film PLA spessori 25-40 micron
- Carta riciclata con coating a base d’acqua
- Tessuti non tessuti in cellulosa batterica
Manutenzione predittiva 4.0
I moduli LED di ultima generazione integrano sensori IoT per il monitoraggio in tempo reale:
• Intensità luminosa
• Uniformità spettrale
• Degrado dei diodi
Con intervalli di sostituzione programmabili (15.000-20.000 ore), si evitano fermi macchina non pianificati.
Casi pratici nel packaging alimentare
Un produttore italiano di sacchetti per patatine ha ottenuto la certificazione ISCC Plus sostituendo:
- Inchiostri solvent-based con UV-LED a base bio (30% derivati da alghe)
- Lamine OPP con film compostabile
- Processo di stampa da 7 a 4 passaggi
Ostacoli tecnici superati
Le prime versioni di inchiostri UV-LED presentavano problemi di adesione su PP. La soluzione? Pretrattamento con plasma atmosferico (10-12 W/m²) e uso di monomeri all’uretano acrilico modificati. Oggi si raggiungono valori di aderenza




